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Biografia

“L’arte è un’azione umana irrazionale che il tempo rende razionale”.
Elpidio Tramontano


"Elpidio Tramontano: l'arte come divenire"

Nel seguire in modo ravvicinato l’individuazione degli elementi plastici di un artista-scultore, balza all’occhio e alla mente un determinato e personale sistema di pensiero, di temi e di gesti. Una riflessione, questa, valida anche per Elpidio Tramontano che, nel corso di vari decenni operativi, ha cercato, focalizzato, fino ad arrivare al nucleo del significato del suo fare arte: la vita come trasformazione, ma mirata ad una delle più difficili mete, quella che comunemente di indica con il nome di “pace”.
Per Tramontano si può parlare, come nel testo biblico, “in principio era il caos”. E da questo magma informe, l’artista coglie gli elementi fondamentali della conoscenza della realtà: l’acqua, l’aria, la terra, il fuoco. Li fa emergere, li aggrega, fino ad arrivare alla forma primordiale che è inizio, evoluzione, sostanza, molteplicità della vita. Non solo. Tramontano alita nelle sue opere una specie di vento, di avvitamento (simile a quello dell’elica DNA), di moto che potrebbe essere collegato ad una idea futurista, ma qui tende unicamente ad un equilibrio universale. Un equilibrio già insito nella globalità dell’essere. Per cui, in questo artista, non esiste separazione fra stile figurativo, geometrico, astratto o informale. Basilare e la sensazione del non finito, del divenire verso la positività della missione dell’uomo.
Come nella serie delle “formelle”. Nei “Frammenti di scultura”, “Nascita di un volto”, “Sacra famiglia”, “Cristo velato” da cui emerge la sintesi di una ricerca trentennale, basata però sull’esperienza di millenni di storia e sulla circolarità dell’uomo e del divino che diventa un unicum nella misteriosità dell’universo. Il mistero è anche in un altro elemento di Tramontano: l’uovo primordiale. Costruito da una miracolosa relazione di molecole, schiude la vita, apre alla speranza in quanto, opera di armonia, può creare infiniti mondi armonici. E’ filo conduttore della maggioranza delle opere, inizio di vita, che è azione, mediazione, introspezione, creatività, relazione, fantasia. Ma basta un piccolo scarto di allungamento o di compressione, e tutto può essere stravolto. Se l’uovo è simbolo della nascita di una reciproca crescita e comprensione fra i vari individui, può trasformarsi in male, quando “ l’altro” diventa il nemico da odiare e da abbattere, innescando, così la catena dell’orrore, e non il soggetto del perdono.
Molto spesso Tramontano abbina la figura della donna a quella dell’uovo per potenziarne il senso di maternità e di accoglienza.
In molte sculture ritorna il tema dell’unicità pur nella varietà del tutto. Adamo può essere Eva e viceversa; il Cristo crocifisso può corrispondere anche ad un Cristo donna offesa da infinite sofferenze; l’attesa può significare ansia, paura, ma anche certezza della rinascita, della affermazione del divino; dall’orbe terracqueo emergono zampe di cavallo, piedi di uomo, artigli. Mani, mezze code e mezzi volti, corpi femminili, elementi floreali e arborei, fori, spiragli in un mirabile groviglio da cui nascerà ogni forma nel suo perfetto splendore.
Ma ciò che maggiormente colpisce per la maestosità e l’intensità di significati è la serie dedicata alle Veneri e alle Nike, dove l’uovo e onnipresente, enorme o minimo, ma sempre nella simbologia di speranza ne divenire.
Così la “Venere primordiale”; le Veneri a sembianza di sole, metafora della luce e della sua irradiazione di sapienza sul mondo, con linee spesso avvolgenti a rappresentare i diversi modi con cui l’uomo deve convivere; le Veneri che hanno il capo trasformato in bocciolo di fiore, anch’esso indice della trasformazione di tutti gli elementi. E poi, Veneri più classiche, dove le chiome intrecciate sono nido dell’uovo.
Da queste innumerevoli Veneri, nasce finalmente Nike, la nuova Vittoria di Samotracia, non più con la spada sguainata, ma portatrice, con il suo uovo-utero, di una ineludibile pace.
E’ questo il momento più alto della scultura di Tramontano che, forte della moltitudine del suo “provando e riprovando”, giunge ad una sintesi che è insieme formale e spirituale.
Una strada lunghissima anche sotto il punto di vista esistenziale per un artista che, avviato dapprima ad una professione dominata dalla tecnica, avverte l’intrinseco richiamo dell’arte. Per questo Tramontano studia all’Accademia di Napoli, si diploma in scultura, insegna in vari licei artistici e scientifici, fino ad arrivare alle sue grandi opere.
Lavori che iniziano con la prima scultura registrata, un semplice gallo. Ma già in questo piccolo volatile c’è tutto il futuro. L’ espressione della natura che da sola sa organizzarsi a seconda di leggi immortali, la ricerca su l’uovo con le infinite espressioni che da esso derivano, e al quale Tramontano affida, oltre ad un valore di costruzione, un profondo messaggio recepibile, comprensibile e attuabile da ogni uomo.
Ha insegnato scultura al Liceo Artistico di Verona nel 1989.
Si citano articoli su varia stampa e particolarmente: ARTE MODERNA n° 34 del 1998/99 e n° 36 del 2000/01, Editoriale Giorgio Mondadori.
Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

Vera Meneguzzo